martedì 3 aprile 2018

BRITISH COLUMBIA (PRIMA PARTE)

Visto che è un mio sogno da sempre, ho deciso di scrivere qui alcuni stralci del mio diario di viaggio.

La prima volta che ne ho sentito parlare penso sia stato ascoltando la canzone della bella casetta in Canadà; poi sono arrivate la tenda canadese, la canoa canadese, le giubbe rosse...
Oltre l'oceano, parlano inglese(in realtà anche francese) ma non sono gli Stati Uniti!
Meno spocchioso e appariscente, sebbene più vasto, a partire dalla bandiera: una foglia d'acero, e non tutte quelle stelle e quelle strisce.
Eccomi qua, il momento di incontrarti è finalmente arrivato!

Arrivo a Malpensa alle 5.15 e vado subito a fare il check-in, ho un triste presagio quando la Hostess mi dice(indicando il mio zaino):"questo lo devi portare ai bagagli ingombranti."
L'aereo per Parigi decolla in ritardo, causa ghiaccio in pista, così arrivo al Charles De Gaulle appena 40' prima del decollo del volo per Vancouver; e qui un primo piacevole imprevisto. Mentre sono in coda al controllo passaporti notando, anche a detta di molti compagni di sventura provenienti da tutto il mondo, la disorganizzazione transalpina, mi imbatto in un uomo attempato, che si dimostra da subito molto simpatico; ha un cappotto blu, scarponcini blundstone e una grossa borsa di paglia(di quelle che usano le signore per andare in spiaggia) vedendomi un po’ preoccupato mi chiede:”Where are you going?” ed io rispondo “Vancouver!”; gli si illuminano gli occhi e mi dice:”Oh! Me too!” la sua esclamazione mi ridà fiducia e infatti…passiamo i controlli e attraversiamo di corsa l’aeroporto come due maratoneti lanciati in solitaria verso il traguardo! Welcome on board!!!
Atterriamo in perfetto orario!
Altro imprevisto (in realtà il presagio avuto a Malpensa si avvera) il mio bagaglio non è arrivato e nemmeno quello di Mike che dopo avermi decantato le meraviglie del posto in cui vive mi invita ad andare a trovarlo e mi lascia il suo numero di cellulare e ci salutiamo. Questo incontro modificherà notevolmente il mio giro!
Eccomi a Vancouver, prendo lo skytrain che mi porta a Downtown; è una giornata grigia e piovosa…arrivo al mio albergo, mi sistemo e mi riposo per qualche ora; per poi uscire e farmi un giretto nella zona del porto…

2/12 VANCOUVER
Cielo grigio e pioggia.
Decido di andare a visitare il Vancouver Police Museum. Ci arrivo con calma, a piedi, percorrendo inizialmente la passeggiata lungo il porto per poi proseguire nelle vie del West end.
Il museo è interessante e si trova in una zona interessante, i cui abitanti appartengono alla classe medio-bassa. Qui mi rendo conto che tutto il mondo è paese, e anche in Canada, che appare sempre come un Paese con un senso di civiltà elevatissimo, si possono incontrare moltissime persone (anche anziane o disabili) che vivono per strada e rovistano nei cestini dell’immondizia. Con molti di loro, incrociandoli, c’è stato uno scambio di saluti, due parole o semplicemente un sorriso; unica eccezione: gli adolescenti, che camminano a testa e braghe basse(spesso fissando i loro smartphone) mostrando al massimo le loro mutande firmate!
Il mondo sarà anche bello perché è vario, ma anche constatare che ci sono degli aspetti simili ad ogni latitudine e longitudine, lo rende affascinante.
Granville island: il mercato coperto e i negozi proiettati verso il Natale.
Mi hanno incuriosito particolarmente la bottega di un costruttore di barche in legno, quella di un fabbro che crea decorazioni in ferro battuto,  uno scultore che crea opere in legno e la bottega di un mastro vetraio.
                                  

3/12 VANCOUVER
Niente pioggia, molto freddo e il sole che inizia caparbiamente a farsi largo tra le nuvole a est dietro le montagne.
Parto in direzione MOA(Museum of Antropology), ci andrò a piedi(sono 15 Km facendo la strada più breve, ma quella la lascerò per il ritorno), costeggio la English Bay e mi incammino sul Burrard Bridge che mi porta a Kitsiland, da qui mi godo la bellezza dei grattacieli di Downtown con dietro i monti innevati.
Mentre sto camminando, una signora di mezza età vedendo che ho la macchina fotografica a tracolla mi chiede se ho fotografato la luna la notte prima(“a beautifull moon!”), ne approfitto per chiederle del MOA ma non lo sa, ipotizza che sia nella zona della British Columbia University (ed è vero) ma sono ancora lontano(più di quanto immaginassi).
Arrivo a destinazione in 3 ore e 30 minuti!!!
M.O.A.: molto bello e interessante, soprattutto la parte riguardante i tootem e quindi la cultura locale, ma anche quella legata agli altri popoli(Africani, sudamericani e asiatici) è ricca  e molto articolata.
Finita la visita, faccio capolino al negozio(caldamente suggerito in quanto ci sono oggetti che non si troveranno altrove) ma scopro che è sufficiente andare in qualunque negozio di souvenir in Robson street per trovarli(Stupido io).
Rientro in albergo impiegandoci un’ora in meno rispetto all’andata soffermandomi solo quando, arrivando sul ponte che mi riporterà a Downtown, resto meravigliato vedendola illuminata.
Rientro in albergo e il mio zaino non è ancora arrivato, ma arriverà alle 18 ;-)

4/12 VANCOUVER

Stanley Park è a poche centinaia di metri dal mio albergo, purtroppo il tempo anche oggi non è dei migliori!
Giro liberamente, prima tenendomi sulla costa godendomi il paesaggio che mi si presenta aldilà del mare e poi addentrandomi nella folta e verdissima vegetazione. Trovo uno stagno intorno al quale ci sono tantissimi scoiattoli che si muovono furtivamente anche un po’ incuriositi dalla mia presenza.
Nel pomeriggio vado alla stazione degli autobus a ritirare il mio biglietto per andare a Victoria. Mentre sono nei pressi della Roger Arena supero due signore e mi succede una cosa che anche nei giorni scorsi mi è successa spesso: mi sembra che parlino italiano. Lì per lì pendo che sia frutto della mia immaginazione(come già successo ogni volta che ho avuto questa sensazione, erano semplicemente parole con un’assonanza simile a quelle italiane); rallento per farle avvicinare e…stanno parlando in italiano. Mi giro e sorridendo: ”Ma voi parlate in italiano?!” Una delle due, quella che poi si rivelerà meno chiacchierona mi risponde: ”Noi sì e tu?” Ribatto che io SONO italiano! E allora l’altra signora, mentre camminiamo, mi racconta che entrambe vivono a Vancouver da circa cinquant’anni e la storia della sua famiglia. Mi invitano ad andarle a trovare nel loro quartiere dove vivono molte persone di origine italiana. Le saluto e proseguo per la mia strada…

TO BE CONTINUED

sabato 28 ottobre 2017

VAL ROSANDA

Abbandonando la macchina
ci incamminiamo in mezzo alla natura
l’umidità ci accompagna
esaltando i profumi della vegetazione
i meravigliosi colori dell’autunno.
Le mie scarpe avanzano
sul terreno carsico
a tratti fangoso
tenendo il passo della mia guida
che come un camoscio
si muove agilmente sul sentiero
vivendolo
come fosse la prima volta
senza mai smettere
di raccontare
la storia e la geografia
di quei posti
a metà tra Italia e Slovenia.
La vista, l’udito, il tatto e l’olfatto
ringraziano tutto ciò che mi circonda
e da loro senso.
Del gusto se ne occuperanno
al termine della camminata
una deliziosa pasta crema
e i prodotti gustosi di un'osmica.

venerdì 27 ottobre 2017

TRIESTE

Mi ha sempre attirato,
lassù in fondo a destra
guardando lo stivale.

Unica e trina:
col suo mare
testimone di battaglie e commerci
che talvolta si incendia al tramonto
lasciando a bocca aperta;

l'urbe incontro ideale di diverse culture
dove più lingue convivono
con un dialetto
sopravvissuto al "progresso";

i suoi monti che trasudano storia
cullando una natura quasi incontaminata
e in cima ai quali
si può ammirare tutto il suo splendore.

Mi piacerebbe assaggiare
l'energia della Bora passeggiando
nelle sue viuzze che si arrampicano
dolcemente verso San Giusto
o in quella grande piazza
che sfocia nell'Adriatico.


Mi ha sempre attirato,
lassù in fondo a destra
guardando lo stivale
questa delizia: Trieste.

martedì 29 agosto 2017

IL TESORO DELLA MONTAGNA

Salire
passo dopo passo
guardandoti davanti a me:
parte della Natura che ci circonda;
oppure tenendo la tua manina
calda, morbida e vivace
procedendo sincronizzati
come due vogatori
lasciandoci accarezzare
dalla stessa brezza
che a tratti spunta dalle rocce
godendoci il silenzio
che solo la Natura sa regalare,
un silenzio impreziosito
dal suono del vento
dal rumore gentile
di un ruscello dissetante
dal richiamo di qualche animale
che ci da il benvenuto
in quel Mondo che spesso
noi uomini maltrattiamo
credendolo nostro,
in realtà
ci viene prestato
per rendere la nostra breve esistenza
meno triste e monotona.

Salire
alla ricerca del "tesoro della montagna":
la sua Natura.

sabato 17 giugno 2017

L'ILLUSIONE DELL'ESTATE

Sempre attesa
come il mio momento magico:
eccomi al centro del palco!
Arrivava puntuale ogni anno:
un'illusione che durava
quanto uno schiocco di dita!

Un sogno mai realizzato:
un bacio rubato in spiaggia
in compagnia
della bellezza della luna piena
e la melodia della risacca,
o sdraiati
in un umido prato in montagna
coperti dal cielo stellato!

L'unica certezza:
il desiderio che finisse in fretta
e la speranza che prima o poi
sarebbe davvero arrivata!

domenica 30 aprile 2017

ANGELI

Compaiono all'improvviso
quasi per magia
muovendosi in punta di piedi
Osservano
Ascoltano
Quasi sottovoce
pronunciano poche parole
E quando tutto
è sistemato
si voltano e se ne vanno
in punta di piedi
per non disturbare.

mercoledì 19 aprile 2017

NOSTRA ARMONIA

Il profumo di glicine
arrivando
in questo angolo di paradiso

Suoni e rumori delicati
quasi silenziosi

Di ogni cosa colpisce
la sua equilibrata stravaganza

Un insieme armonioso
di dettagli straordinari